E' la mia prima esperienza da blogger. Mi rendo conto che ho molto da imparare, ma è proprio questo che mi è di stimolo. All'inizio farò errori, magari scriverò cose slegate, in certi casi banali, notevolmente migliorabili, ma pian piano conto di imparare un uso migliore di questo fantastico strumento.
Cosa penso di fare con questo blog?
Lo strumento messo a disposizione per la ricerca della libertà a chi vorrà accompagnarmi in questo viaggio, per essere vivi e liberi nel senso più pieno.
Come esseri umani abbiamo la capacità di scegliere e di agire secondo le scelte fatte. E' questo che ci rende umani. Che sia un agire per amare, produrre, consumare, o qualunque altra cosa, dietro c'è una scelta. Di fatto a caratterizzare gli esseri umani è avere fini da raggiungere e per farlo, o per cercare di farlo, usare dei mezzi.
La capacità di scegliere ed agire è vita. La possibilità di farlo è libertà. Avere fini è vita. La possibilità di raggiungerli è libertà. Un sasso non ha capacità di scegliere ed agire e non ha fini: non ha vita. O quanto meno non ha vita nel senso appena detto. Ma la libertà va un passo oltre la vita. La libertà presuppone la vita, ma non il contrario. Si può essere vivi, ma non liberi. Ma non si può essere liberi senza essere vivi.
Senza libertà non siamo esseri umani completi. E meno libertà abbiamo, meno lo siamo.
Abbiamo imparato che la nostra libertà può incontrare limiti. Possono essere limiti che possiamo chiamare "naturali" e limiti dovuti a scelte fatte da altri esseri umani.
Un limite naturale alla nostra libertà è dato dalla nostra fisicità, dalle nostre stesse caratteristiche. Per come siamo non possiamo volare (quantomeno senza l'aiuto di un apposito macchinario). Se volare senza macchinari è il nostro fine, non ci possiamo riuscire. Questo è un limite naturale alla nostra libertà intesa come inadeguatezza del mezzo a disposizione per raggiungere il fine prefissato. Questa limitazione non dipende da altri esseri umani, da loro scelte. Ma difficilmente potremmo dire che non siamo liberi solo perché non abbiamo le ali. I limiti "naturali", quelli legati all'inadeguatezza dei mezzi disponibili, non limitano la libertà.
Diverso è il discorso se abbiamo disponibili mezzi adeguati, ma a causa di scelte effettuate da altri non possiamo usarli. Se vogliamo correre (avendo la capacità di farlo) ed a causa di una scelta di un altro essere umano non possiamo farlo (ad esempio perché ci hanno legato) incontriamo un limite diverso da quello che abbiamo chiamato "naturale".
Sono proprio questi i limiti più interessanti da indagare, perché sono quelli su cui, come esseri umani, così come possiamo agire per crearli, possiamo altrettanto agire per non crearli e forse anche per eliminarli.
Continuiamo l'analisi del mio fine che è volare, ed immaginiamo che esista un mezzo che me lo permetta (un piccolo aeroplano). Potrebbe verificarsi il caso che ne esista un solo disponibile ed a voler volare siamo in due o più persone. Con una situazione del genere solo uno dei due sarà in grado di raggiungere il suo fine, mentre l'altro (o gli altri) non ci riuscirà.
E' questa una limitazione della libertà per colui che non riesce a raggiungere il fine?
Se vogliamo considerare la libertà come uno stato, una condizione universalmente applicabile la risposta è chiaramente negativa: non è possibile che tutti possano raggiungere il loro fine usando quel mezzo scarso. Per poter avere questo tipo di libertà sarebbe necessaria una ingenua ed irrealistica abbondanza di mezzi in grado di soddisfare i bisogni di tutti.
Rimettendo i piedi per terra possiamo salvare la libertà solo con una regola universale (ovvero applicabile indistintamente a tutti) che definisce a chi assegnare i pochi mezzi disponibili ed ognuno potenzialmente è in grado di accedervi, nessuno escluso.
Quindi la libertà ha bisogno di regole. E queste regole devono essere universali ed astratte (ossia non fatte per il singolo caso concreto). E devono essere note a tutti cosicché ciascuno possa fare il suo gioco in modo trasparente per ottenere i mezzi che servono al raggiungimento dei suoi fini.
Nel tempo, nella storia dell'essere umano, le regole che si sono dimostrate essere le più efficaci per l'assegnazione dei mezzi sono quelle relative all'istituzione della proprietà privata. La regola dice semplicemente che è il proprietario del mezzo colui che ha il diritto di usarlo.
E' efficace perché, una volta riconosciuto come regola fondamentale, e quindi riconosciuto il diritto di proprietà come diritto fondamentale, si annulla ogni ambiguità su chi può usare il mezzo, si elimina la possibilità che si usi la violenza per farlo, in altre parole non si sprecano energie utili per acquisire di volta in volta l'uso del mezzo. Nel corso della storia i gruppi dove si è affermata la proprietà privata sono stati più efficienti di quelli che non l'hanno riconosciuta.
Ed anche la prima acquisizione della proprietà privata, affinché sia efficiente e non provochi sprechi di risorse o addirittura spargimento di sangue non può che essere effettuata secondo la regola per cui il primo che entra in possesso di qualcosa di cui nessuno è proprietario ne diventa esso stesso proprietario.
In questa logica rientra anche la proprietà di ciò che si produce. Chi produce qualcosa ne diventa automaticamente proprietario.
Infine, essere proprietari di qualcosa vuol dire poterne disporre come meglio si crede. Si può anche cederla ad altri (sotto condizioni concordate).
Quindi solo all'interno delle regole, quando sono astratte ed universali, c'è libertà.
E quando qualcuno non rispettando le regole impedisce a qualcun altro di usare un mezzo che sulla base delle regole dovrebbe essere a sua disposizione che nuovamente incontriamo un limite alla libertà così definita.
Abbiamo visto che apparentemente i limiti alla libertà sono l'inadeguatezza, la scarsità dei mezzi e l'impedimento al loro uso.
Ma di fatto è solo l'impedimento dovuto a chi non rispetta le regole quello che effettivamente limita la libertà. Inadeguatezza e scarsità possiamo dire che non limitano la mia libertà, ma solo la raggiungibilità di fini che, stante le condizioni in cui si versa, non sono comunque raggiungibili per tutti coloro che desiderano farlo.
In definitiva è con la proprietà privata che si semplifica la definizione di libertà, e si riesce ad avere una definizione universalmente raggiungibile da tutti. Si è liberi quando di può usare pienamente la propria proprietà privata, purché non si aggredisce la proprietà privata altrui. Questa definizione è completa se includiamo nella proprietà privata di qualcuno il suo proprio corpo (e chiaramente la sua propria mente).
Vi sono molte conseguenze per tutto ciò, conseguenze che andremo ad analizzare nei prossimi post.
Per ora fermiamoci qui.
E' questo il mio intento: partendo da queste considerazioni di base, ne voglio sondare le conseguenze, condividerle con chi mi vorrà accompagnare in questa ricerca, applicarle nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni, nel vagliare le scelte politiche che vengono fatte, nel capire come dovrebbe organizzarsi la società per dare a tutti la massima libertà possibile.
Alcuni interventi saranno molto brevi, altri più lunghi. Alcuni ordinati. Altri saranno pensieri buttati lì per poi lavorarci successivamente.
L'importante è la ricerca, la ricerca di cosa sia la libertà, del perché della libertà e di come riuscire ad essere vivi e liberi.
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